Il rimbalzo di Bitcoin sopra $60.000 crolla: $427 milioni di liquidazioni dopo i dati sull'inflazione USA
Il tentativo di Bitcoin di riconquistare la soglia psicologica di $60.000 è crollato il 25 giugno 2026 dopo la pubblicazione di dati sull'inflazione USA più caldi delle attese, scatenando una cascata di liquidazioni per circa $427 milioni di posizioni long. Bitcoin è precipitato da un massimo intraday di $61.844 fino a un minimo di $58.189, in una delle sessioni più volatili delle ultime settimane.
Il dato che ha spezzato il rimbalzo: il PCE di maggio
Il catalizzatore preciso del crollo è stato il report sul PCE (Personal Consumption Expenditures) di maggio 2026, pubblicato il 25 giugno dal Bureau of Economic Analysis statunitense — la misura di inflazione preferita dalla Federal Reserve per le proprie decisioni di politica monetaria. I dati hanno mostrato un quadro macroeconomico scomodo per chi sperava in tagli ai tassi imminenti:
- Reddito personale: +0,7% mese su mese
- Reddito disponibile: +0,7%
- Spesa per consumi personali (PCE): +0,7% nominale, +0,3% reale
- Indice prezzi PCE headline: +0,4% mensile, +4,1% su base annua
- PCE core (esclusi energia e alimentari): +0,3% mensile, +3,4% su base annua
La combinazione di questi numeri ha messo i trader di fronte a uno scenario particolarmente difficile da digerire: la spesa e il reddito continuano a crescere mentre l'inflazione non si è raffreddata a sufficienza per rendere più semplice un allentamento della politica monetaria nel breve termine. Per Bitcoin — un asset che storicamente performa meglio in contesti di liquidità abbondante e tassi in calo — questa combinazione rappresenta un vento contrario diretto.
La cascata di liquidazioni: $427 milioni in poche ore
| Indicatore | Dato (25 giugno 2026) |
|---|---|
| Massimo intraday BTC | $61.844 |
| Minimo intraday BTC | $58.189 |
| Prezzo di chiusura | ~$59.630 |
| Liquidazioni long (BTC) | ~$427 milioni |
| Liquidazioni totali mercato crypto | oltre $850 milioni |
Il meccanismo tecnico dietro movimenti così rapidi è quello classico delle liquidazioni a cascata: i trader che avevano aperto posizioni long con leva finanziaria, scommettendo su un recupero sopra $60.000, sono stati costretti a chiudere forzatamente le proprie posizioni quando il prezzo è sceso sotto le soglie di margine richieste. Ogni liquidazione forzata genera ulteriore pressione di vendita sul mercato, alimentando un effetto domino che ha accelerato il crollo nell'arco di pochi minuti.
Il contesto più ampio: un bear market all'ottavo mese
Secondo l'analisi di CNBC, Bitcoin si trova attualmente in quello che molti definiscono il suo ottavo mese di mercato orso, sottoposto a una pressione che arriva sia da fattori macroeconomici sia da dinamiche specifiche del settore crypto. Tra le cause identificate dagli analisti:
- Rotazione di capitali verso AI, IPO e prediction market — il capitale speculativo che nel 2024-2025 affluiva verso Bitcoin si sta spostando verso altre classi di asset percepite come più promettenti nel breve termine
- Pressioni inflazionistiche legate alla guerra in Iran — le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a influenzare i prezzi dell'energia e, di conseguenza, l'inflazione generale
- Perdita di fiducia diffusa nel settore crypto — amplificata dalla crisi di STRC, il titolo privilegiato di Strategy, che ha riacceso dubbi sulla solidità dei meccanismi di finanziamento legati a Bitcoin
Bitcoin è arrivato a perdere quasi metà dei guadagni accumulati durante il rally del 2025, scendendo a un valore di circa $59.000-61.500 rispetto al massimo storico di quasi $126.198 toccato nell'ottobre 2025 — un calo di circa il 51% dal picco.
I livelli tecnici da monitorare ora
Supporto critico: $58.000-59.000 (rottura potrebbe portare verso $52.000) · Resistenza immediata: $62.400-65.000 (zona di EMA a 21 giorni e cluster di liquidazioni short) · Resistenza maggiore: $68.000-69.000 (ritracciamento Fibonacci 61,8%) · Deflussi ETF: $459 milioni in uscita in una sola sessione recente
Diversi analisti sottolineano un fattore aggiuntivo di pressione tecnica all'orizzonte: i creditori della exchange collassata Mt. Gox dovrebbero iniziare a ricevere circa 9 miliardi di dollari in Bitcoin nel corso di luglio 2026, alimentando timori che una parte significativa di queste monete possa essere venduta sul mercato. Anche il governo tedesco continua a trasferire Bitcoin confiscati verso exchange centralizzati, aggiungendo ulteriore offerta potenziale nel breve termine.
Non tutti gli analisti sono pessimisti
Nonostante il quadro tecnico difficile, alcuni analisti individuano segnali potenzialmente costruttivi: il crescente posizionamento ribassista (short interest in aumento, funding rate negativi su molti exchange) viene interpretato da una parte del mercato come terreno fertile per un possibile short squeeze — uno scenario in cui un eccesso di posizioni corte può accelerare un rimbalzo improvviso quando i venditori allo scoperto sono costretti a richiudere le proprie posizioni in perdita.
Articolo a scopo informativo. Non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. Le criptovalute sono asset ad alto rischio.